Cenni storici

Durante la seconda metà del XX secolo si assistette ad un’estesa espansione e sviluppo dei meccanismi di assistenza legale, specialmente nelle principali democrazie industrializzate del mondo occidentale, che introdussero riforme costituzionali e dello stato sociale all’indomani della seconda guerra mondiale. Continente dopo continente, nazione dopo nazione, gli anni ’70 testimoniarono considerevoli progressi nella pratica e nella progettazione di come fornire assistenza legale ai poveri. E fu proprio in questo periodo che emerse una crescente consapevolezza che anche le classi medie e le forme non tradizionali di contenzioso venivano spesso escluse dall’accesso al sistema legale.

Nel 1975, Mauro Cappelletti, James Gordley ed Earl Johnson Jr. pubblicarono un importante studio che tentò di documentare e spiegare quello che stava rapidamente diventando un fenomeno diffuso a livello internazionale: il movimento che premeva per rendere il sistema legale accessibile a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito. La loro collaborazione ha portato a “Toward Equal Justice: A Comparative Study of Legal Aid in Modern Societies” (1975), ora considerato un importante punto di riferimento nella storia degli studi comparatistici sull’assistenza legale.

Basandosi sullo sviluppo di nuovi modelli di assistenza legale e sul crescente interesse del tema dell’accesso alla giustizia, Mauro Cappelletti avviò, insieme a Bryant Garth e Earl Johnson Jr., la più ampia e significativa indagine su questi temi mai condotta fino ad ora. Il progetto Access-to-Justice di Firenze ha riunito un team multidisciplinare di giuristi, sociologi, antropologi, economisti e politici che rappresentarono quasi trenta nazioni. I risultati di questa pioneristica ricerca comparativa furono condensati in un trattato di cinque volumi intitolato “Access to Justice” (1978-81).

Sono passati quarant’anni dalla pubblicazione del Progetto di Firenze e sono stati fatti molti progressi (ma anche alcuni regressi) nel campo dell’accesso alla giustizia.
Tuttavia, gli sviluppi avvenuti in questo periodo devono ancora essere accuratamente documentati e compresi e questo ostacola la continua ricerca di soluzioni promettenti che potrebbero stimolare ulteriori contributi a futuri impegni di riforma.

È interessante notare che il mondo di oggi sembra attraversare un altro ciclo di espansione e contrazione per quanto riguarda i meccanismi di assistenza legale. Questa volta, tuttavia, tali sviluppi non sono limitati alle economie ad alto reddito e quindi esperimenti e prospettive innovative possono essere trovati in molte nazioni sottosviluppate e in via di sviluppo che creano nuove strade, anche controcorrente, nell’accesso globale alla giustizia. Le filosofie, i modelli e le tecniche che continuano ad evolversi all’interno e attraverso le varie nazioni sono oggi estremamente diversi, e a volte contraddittori, ma stanno iniziando a emergere temi comuni e all’orizzonte si possono distinguere nuove tendenze.

Il progetto Global Access to Justice mira a identificare, descrivere e analizzare queste tendenze emergenti, conducendo una nuova indagine globale. La nostra indagine è tempestiva ed eclettica e adotta un approccio teorico e geografico molto ampio nel mappare e studiare i diversi movimenti mondiali per l’accesso alla giustizia in Africa, Asia, Medio Oriente, America Latina, Nord America, Europa e Oceania.